Care donne,
Vi scrivo perché vi penso. Penso a noi e a tutto quello che facciamo ogni giorno…Per due giorni una bambina ricoverata in pediatria a Castelnuovo ne monti non ha parlato. Né con me, né con le infermiere, né con la oss. Il terzo giorno sono andata in camera sua con i miei libri, mi sono seduta accanto al suo letto e le ho detto se vuoi ti leggo una storia. Non ha risposto, ma si è messa comoda. Poi mi ha piantato due occhi indimenticabili nei miei. Monica Morini dice che guardarsi negli occhi e il più intimo tra i gesti che possiamo fare, perché significa sprofondare nell’altro. Gli ho letto un libro. Quando è finito, lei ha sussurrato pianissimo “… un’altro”. Ne ho letto un altro e un altro ancora. Alla fine ha iniziato a parlare come un fiume in piena. Aveva la R moscia. Vi lascio con un “brandello” di un grandissimo artista, scrittore, fumettista, contemporaneo:
la città fu florida
poi in rovina
incredibilmente infine florida nuovamente.
GiPi
Siamo parte di un tutto… insieme. Vi voglio bene.
Chicca